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Interviste 22 febbraio 2026

Tecniche di validazione e rischi di overfitting nelle strategie di timing multifattoriale

Esperta italiana discute modelli statistici
Claudia Rinaldi Data scientist senior
La validazione incrociata e la prevenzione dell’overfitting sono temi centrali nelle strategie multifattoriali. Abbiamo chiesto a Claudia Rinaldi di condividere il suo approccio.

Marco Leone

Come applichi la validazione incrociata nei tuoi modelli?

Claudia Rinaldi

La validazione incrociata consiste nel suddividere il dataset in più segmenti, allenando il modello su alcuni e testandolo sugli altri. Questo permette di misurare la robustezza dei segnali senza rischiare che il modello si adatti troppo bene solo ai dati di partenza. La mia esperienza suggerisce di preferire metodi che replicano realisticamente le condizioni di mercato, evitando di utilizzare segmenti temporali consecutivi che potrebbero mascherare instabilità. Inoltre, è fondamentale documentare ogni passaggio della procedura per facilitare il controllo e la ripetibilità dei risultati.


Marco Leone

Quali errori comuni osservi nell’uso di modelli multifattoriali?

Claudia Rinaldi

L’overfitting è un rischio concreto in ogni modello statistico, specialmente quando si utilizzano molti fattori o si ottimizzano parametri su periodi storici limitati. Per evitare errori, consiglio di testare il modello su mercati differenti e di adottare tecniche di regolarizzazione che limitino la complessità. Un errore frequente che vedo è l’assenza di verifica su dati realmente indipendenti, il che può portare a risultati troppo ottimistici.


Marco Leone

Quali strategie adotti per mantenere affidabili i segnali?

Claudia Rinaldi

Utilizzare un set di dati indipendente per la verifica finale è una buona prassi per evitare illusioni di robustezza. Inoltre, documentare i limiti osservati e aggiornare regolarmente i parametri aiuta a ridurre l’effetto di cambiamenti strutturali nel mercato. La collaborazione tra più analisti, con punti di vista differenti, può far emergere criticità non evidenti nelle analisi individuali.


Marco Leone

Cosa rende un segnale realmente utile nel tempo?

Claudia Rinaldi

I segnali più utili sono quelli che rimangono stabili su periodi lunghi e diversi contesti di mercato. Tuttavia, riconosco che nessun modello può garantire risultati costanti nel tempo. Consiglio di interpretare ogni segnale come un’indicazione da confrontare con ulteriori dati e di non affidarsi mai a una sola metodologia.